Inuit e Popoli del Ghiaccio
Le terre coperte dai ghiacci, i meridiani del mappamondo che si avvicinano e si perdono nel bianco, gli igloo, le slitte trainate da splendidi cani dagli occhi blu, le aurore boreali... tutti sappiamo qualcosa sugli Inuit.
Ma non sappiamo cosa significa vivere circondati dai ghiacci, restare isolati dal resto del mondo, conservare immutate tradizioni millenarie e poi integrarsi in un brevissimo arco di tempo nella civiltà. E non conosciamo l'Inuktitut, una lingua che ha quaranta parole differenti per la neve, e nessuna per la guerra...
Attraverso un percorso affascinante, un sapiente mix di suggestioni visive e uditive sarete condotti alla scoperta della cultura e delle tradizioni di questi popoli che definiscono sé stessi Inuit ovvero “gli uomini veri”.
La mostra abbraccia la maggior parte delle popolazioni che vivono nell'estremo Nord del nostro pianeta e presenta oggetti di uso quotidiano e opere d’arte di pregio degli ultimi tre secoli.
Un'opportunità unica per osservare reperti mai esposti pubblicamente in un unico contesto e provenienti da numerosi enti pubblici, italiani e stranieri, e da numerose collezioni private.
Nunacarte
Locale e globale. Uomo e natura. Limiti ed eternità. La sezione “Nunacarte. Opere di artisti piemontesi su carta del Nunavut”, curata da Ivana Mulatero, sembra voler confondere. Venti artisti piemontesi si cimentano con un materiale che viene da lontano: la carta riciclata del Nunavut.
La dimensione che si apre in realtà è affascinante nell’incontro tra la semplice materia e l’esuberante creatività. Sembra di vedere l’artista che esplora, ricerca e alla fine coglie così profondamente l’essenza del materiale che la fonde in sé. Risultato: queste opere parlano in modo sorprendente della sete che spinge l’uomo a produrre arte. E a continuare senza sosta a cercare.
Se è innegabile che la modernità ha tecnicizzato l’uomo, rendendolo sempre più partecipe preda della globalità, è altrettanto palese che il riferimento all’uomo, inteso come persona, non si può eludere. Anche volendolo.
L’eschimese affronta la natura ostile, l’artista affronta un materiale nuovo. Alla fine si trova un ordine che non è semplice convivenza ma piena condivisione.